Dagli scarti di pomodoro alla vernice naturale: TomaPaint è una startup green

TomaPaint è una startup green con sede a Parma, che produce e commercializza una bioresina naturale ottenuta dagli scarti industriali del pomodoro (principalmente bucce). La bioresina è il componente principale di una biovernice destinata all’applicazione sulle superfici interne ed esterne degli imballaggi metallici per alimenti. Ne parliamo con il team, composto da Alessandro e Stefano Chiesa, Angela Montanari e Tommaso Barbieri .

Come nasce l’idea di produrre una vernice dagli scarti del pomodoro?

L’idea di una startup sostenibile come TomaPaint, nonostante sia all’avanguardia e rivoluzionaria, si basa su una vecchia pubblicazione degli anni ‘40 sviluppata dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA). Il ritrovamento da parte di Angela Montanari è avvenuto in modo fortuito: mentre svolgeva delle ricerche nella biblioteca della SSICA venne colpita da un articolo intitolato “Vernici derivate da gommoresina estratta dalle bucce di pomodoro e loro applicazione alle scatole per conserve alimentari”. Pensando alle 200.000 tonnellate di scarti agroindustriali della lavorazione del pomodoro prodotte ogni anno in Italia abbiamo poi sviluppato l’idea: perché non provare a sfruttare questi scarti per realizzare un prodotto non solo eco-sostenibile, ma che rappresentasse anche una valida alternativa all’equivalente sintetico? Dopo le prime sperimentazioni in laboratorio, già positive e promettenti, diversi finanziamenti europei e la concessione di due brevetti, italiano ed europeo, è nata la nostra start up TomaPaint, in perfetta sintonia col concetto di economia circolare e green economy.  Dopo 10 anni da quel ritrovamento casuale possiamo dire di essere stati lungimiranti rispetto ai problemi ambientali e all’attenzione e alla sensibilità crescenti del consumatore.

Quali sono i prossimi passi che avete in programma?

Il prossimo step consiste nell’ampliamento dell’impianto pilota, così da poter soddisfare le richieste che ci sono arrivate da diversi potenziali clienti, con alcuni dei quali abbiamo già sottoscritto degli accordi. Cerchiamo quindi fondi per poter avviare l’impianto produttivo a livello industriale (con una capacità di oltre 200t/anno) e commerciale e poter finalmente andare sul mercato. A tal proposito stiamo valutando diverse possibilità: la partecipazione a bandi europei o nazionali, ma anche la raccolta fondi presso investitori, il finanziamento agevolato e partner industriali.

Su quali elementi volete puntare per attrarre investitori?

Il mercato mondiale delle resine per vernici (TAM) ha un valore di 2 miliardi di Euro, il mercato europeo (SAM) vale invece 450 milioni di Euro. Il mercato italiano (SOM) ha un valore di 90 milioni, mentre il mercato italiano delle resine per vernici (Beachhead) vale circa 10 milioni di Euro. Prima della pandemia le previsioni di crescita per vernici e il mercato biologico del Food&Beverage erano rispettivamente con un CAGR del 3%, e del 6,8%. Chi intende investire in TomaPaint deve considerare alcuni punti fondamentali. Innanzitutto, il processo di produzione della bioresina dalle bucce di pomodoro è già stato validato a livello di laboratorio e a livello preindustriale su impianto pilota grazie a fondi europei. È stato inoltre brevettato a livello nazionale ed europeo. L’impianto pilota è stato progettato con una capacità e con macchinari facilmente scalabili a livello industriale. Il rischio di processo si configura quindi decisamente basso. In secondo luogo la produzione della vernice dalla bioresina è stata brevettata, ma soprattutto il processo sviluppato utilizza gli impianti attualmente in uso, senza alcuna necessità di modificare le linee; si tratta quindi di un prodotto immediatamente applicabile. Sono in corso prove di shelf-life con risultati soddisfacenti e TomaPaint è conforme alla legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti. Stiamo inoltre prendendo in considerazione anche altre aree di applicazione, in particolare quelle in cui vi è una maggiore necessità di prodotti ecologici come i settori della cosmesi, dell’edilizia o dei giocattoli.

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