Prometheus è la startup di questa settimana

Questa settimana ci spostiamo a Parma per conoscere Prometheus (ex Golgi), una start-up nata da giovani ricercatori dell’Università di Parma che hanno realizzato la loro prima biostampante 3D per sviluppare e commercializzare tessuti umani tridimensionali impiegabili nei test farmacologici e cosmetici ed in futuro trapiantabili.

Entriamo dunque nel campo scientifico ed incontriamo Riccardo Della Ragione, Alice Michelangeli e Valentina Menozzi ideatori del progetto, a cui si è aggiunto Daniele Ferrari.

Come è nata l’idea di Prometheus e cosa siete riusciti a realizzare fino ad oggi?
La nostra startup è nata circa 2 anni fa, quando, accomunati dalla passione per l’ingegneria tissutale e affascinati dalle potenzialità della stampa 3D, abbiamo costruito la nostra prima Bioprinter (una stampante 3D modificata) per lo sviluppo e la produzione di tessuti umani tridimensionali, utilizzando come inchiostro di stampa cellule umane. Durante il periodo di R&D fatto con la bioprinter abbiamo sviluppato una seconda pelle in grado di accelerare il processo di guarigione delle ferite cutanee, applicabile in un primo momento nel campo veterinario e successivamente traslabile in umana per trattare ferite, ulcere e piaghe da decubito.

Quale sarà il futuro della vostra startup?
Abbiamo identificato come nostra missione, lo sviluppo, produzione e commercializzazione di tessuti tridimensionali costituiti da cellule umane, che potranno essere impiegati inizialmente per il test di farmaci e successivamente, poiché identici ai tessuti umani, per il trapianto. Il nostro team, seppur giovane ha esperienza nella realizzazione di medical device per la medicina rigenerativa, nello sviluppo di tessuti umani, nell’automazione meccanica e nella definizione di un progetto di business sostenibile, grazie anche al supporto del Dott. Andrea Chiesi (di Chiesi Farmaceutici) e Dott. Francesco Leone (membro dell’IBAN).

Perché investire in Prometheus?
Siamo riusciti in breve tempo a sviluppare, testare e brevettare il primo prodotto, “la seconda pelle”, e a confrontandoci con i nostri primi clienti, le cliniche veterinarie. Abbiamo riscontrato forte interesse nel suo utilizzo, perché ha dimostrato la capacità di guarire una ferita in breve tempo e senza la comparsa di cicatrici.

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