Questa settimana presentiamo SQUISEAT

Questa settimana ci spostiamo a Bologna per presentare SquisEat, una startup che vuole ridurre lo spreco attraverso un servizio di food delivery basato sull’economia circolare. Ne parliamo con il team, composto da Alberto Drusiani, Gabriele Calarota, Gana Ossama e Luca Morosini.

Come è nata l’idea di SquisEat?

L’idea è nata da un problema personale; avendo fatto per parecchi anni il cameriere di catering durante gli studi  – spiega Alberto – mi capitava spesso, se non sempre, di dover cestinare grandi quantità di cibo perfettamente mangiabile, perché il ristoratore non aveva tempo e/o voglia di rigenerarlo (soprattutto perché già pagato dal cliente). Partendo da questo problema abbiamo pensato a chi sarebbe potuto essere un target interessato a questo tipo di prodotti e come fare a sfruttare il mercato in forte crescita del food delivery. Da questo è nata SquisEat.

Quali sono i prossimi passi che intendete fare?

Vogliamo diventare una realtà affermata a Bologna entro la fine del 2020 e rendere il modello replicabile e scalabile. Attualmente abbiamo un MVP per quanto riguarda il modello B2C, ma stiamo lavorando con delle aziende produttrici per un test B2B, in quanto il problema delle eccedenze è particolarmente sensibile anche nella fase di distribuzione e trasformazione.

Quali sono gli elementi che dovrebbero convincere un investitore a credere in voi?

Siamo un team di 4 giovani informatici, attualmente full time sulla startup. Siamo fortemente motivati a creare una realtà sostenibile e che possa dare un contributo positivo al territorio, sfruttando la tecnologia e i mercati in forte crescita per risolvere un problema molto attuale. Vogliamo diventare una realtà di riferimento nel campo dell’economia circolare del food, sia in Italia che in Europa.

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